Media Education

Imparare senza pensare è inutile
Confucio

L’uomo è immerso in un ambiente sociale caratterizzato da codici comunicativi plurimi e da nuovi sistemi semantici. E’ recettore e utente, fruitore di prodotti digitali, incrementa la produzione e l’ideazione, è autore di contenuti e divulgatore d’informazioni. Tutto ciò costituisce la fitta rete di scambi e di conoscenze che forma oggigiorno il mare magnum della grande rete globale.

I nuovi media s’identificano con le tecnologie digitali in grado di connettere individui in uno spazio web che non presenta confini spaziali e limiti temporali. Pur avendo una diffusione di massa, come i media tradizionali (TV, radio e giornali), i nuovi media sono vissuti a un livello intimo (Wolf, 2009), nel quale ogni utente lavora da solo davanti a uno schermo e a un’interfaccia. Questa atipica forma di solitudine, in realtà, si traduce di fatto in una connessione tra individui che condividono uno spazio virtuale in cui è possibile includere solo parti del Sé, esperienza che difficilmente si sperimenta nella vita reale.

Ciò che contraddistingue i nuovi media è l’interazione e l’interattività quindi il tentativo di rompere la rigidità sequenziale e temporale imposta dalla comunicazione monodirezionale (Calvani, 2004). Quest’ambiente è sorprendentemente malleabile agli interventi di chi scrive come di chi legge.

Una tecnologia alla portata di tutti, per formare/formarsi, attingere informazioni e contenuti. Avvalersene richiede competenza digitale, che comprende non solo un’alfabetizzazione tecnica ma fondata su basi educative, cognitive ed etiche.

Al di là delle etichette semantiche di nativi digitali, immigrati digitali ecc. che distinguono i giovani e meno giovani utilizzatori delle nuove tecnologie, è forse necessario prendere coscienza che l’universo della rete è per l’umanità nel suo insieme un ambiente nuovo, nel quale tutti ci muoviamo a tentoni, per prove ed errori (Ortoleva, 2011). Si tratta di un apprendimento che implica un procedere istintivo, spontaneo e reiterato verso la scoperta e il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Tutto questo le nuove tecnologie lo consentono e con semplici bip, failed, embed ci segnalano gli errori, non è rischioso ed è possibile ricominciare daccapo e le nuove generazioni sono particolarmente propense ad attivare questa modalità di apprendimento.

Emergono nuove prassi a cominciare dalla comunicazione distribuita (multiutente) e nuove grammatiche comunicative molto diverse dalla comunicazione faccia-a-faccia, con caratteristiche tutte nuove che ridisegnano le pratiche e i sistemi dell’interazione umana.

Per i cittadini del XXI secolo emerge come obiettivo formativo irrinunciabile lo sviluppo della “quarta competenza” (Baacke, 1997) quella digitale, da integrare a quelle già note di leggere, scrivere e far di conto.

Si presenta quindi l’urgenza di acquisire sapienza e saggezza nell’usare i nuovi media e valorizzare tutto ciò che le nuove tecnologie possono offrirci, come per esempio lo sviluppo di culture partecipative e il diritto di cittadinanza democratica. Ecco perché è fondamentale diffondere la Media Education, educazione ai media nelle scuole e negli ambienti informali, rivolta a tutta la popolazione per sviluppare e potenziare la competenza digitale. L’alternativa è di perdere questa opportunità tecnologica e di subirne solo i rischi e le conseguenze negative.

Pensiamo solo ai comportamenti scorretti fino ai reati attualmente commessi in rete, rispecchiamento e amplificazione dei comportamenti disfunzionali e devianti messi in atto nella realtà :

  • Cyberbulling : indica un tipo di attacco continuo, ripetuto e sistematico attuato mediante la rete vedi anche “Bullismo, Cyber Bullismo e Media
  • Stalking : comprende una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo, i quali affliggono un’altra persona, perseguitandola, generandole stati di paura e ansia, arrivando persino a compromettere lo svolgimento della normale vita quotidiana
  • Sexting : invio di messaggi sessualmente espliciti e/o immagini inerenti al sesso, tramite telefono cellulare o altri mezzi informatici;
  • Furto d’identità : si tratta di una condotta criminale volta a ottenere indebitamente denaro o vantaggi fingendosi un’altra persona;
  • Pedofilia on line : comportamento di adulti pedofili che utilizzano la rete internet per ottenere contatti o incontri con i bambini che sono sulla rete.
  • Pornodipendenza : forma di compulsione, accentuata dalla disponibilità della rete, caratterizzata da un abuso di visione di pornografia che comporta una diminuzione della qualità della propria vita personale o familiare.

Pensiamo ancora, alle varie condotte estremizzanti come la sindrome di Hikikomori, termine giapponese usato per riferirsi a coloro che hanno scelto di ritirarsi dalla vita sociale, spesso cercando livelli estremi di isolamento e confinamento, la dipendenza da Internet (internet addiction disorder) e le forme patologiche che si stanno sviluppando come la Nomofobia -no mobile fobia- ossia la paura incontrollata di rimanere sconnessi dal contatto con la rete di telefonia mobile e crackberry che si riferisce alla ossessiva necessità di controllare lo smartphone per vedere se ci sono nuovi messaggi.

Ma semplicemente per concludere, pensiamo alla difficoltà, che spesso riscontro tra i giovani e le famiglie, di creare situazioni di incontro e relazione vis-a-vis, quando la maggior parte dei nostri rapporti interpersonali per buona parte del tempo avvengono on line.